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Calcolo sconto

Compila due fra prezzo di partenza, sconto e prezzo finale, e ottieni il terzo.

elaborazione locale
ScontoCompila due dei tre campi: il terzo viene calcolato.
80,00Paghi · 20% di sconto
Risparmi20,00
Prezzo di partenza100,00

Come si calcola uno sconto?

Si moltiplica il prezzo per la percentuale per avere lo sconto e lo si sottrae: il 30% di 80 € fa 24 € di sconto, quindi 56 €. Per ricavare la percentuale da due prezzi, si divide il risparmio per il prezzo di partenza: 24 € su 80 € fa il 30%.

Come funziona

Il conto è una riga: finale = partenza × (1 − percentuale ÷ 100). Compila due dei tre numeri e il terzo segue, ed è il motivo per cui qui si risolve in ogni direzione e non solo in avanti.

La direzione che serve più spesso è quella all’indietro: il cartellino dice 80 € dopo il 20% di sconto, e la domanda è quanto costava prima. È una divisione, non un’addizione: 80 € ÷ 0,8 = 100 €, non 96 €.

Il campo del secondo sconto li incolonna: il 20% e poi un ulteriore 10% fanno il 28% di sconto, mai il 30%. Il secondo taglio si applica a quello che resta dopo il primo, e la pagina lo dice con il numero vero.

Che cos'è lo sconto

Lo sconto è una riduzione del prezzo di vendita, espressa quasi sempre come percentuale del prezzo di partenza. Non è un importo fisso e non è una caratteristica del prodotto: è una percentuale applicata a un numero, e cambiando quel numero cambia anche quanto vale lo sconto. Il 30% su 80 € vale 24 €, lo stesso 30% su 300 € ne vale 90.

La parola copre due cose diverse che vale la pena tenere separate. Per chi compra, lo sconto è il risparmio: quanto esce dal portafoglio in meno. Per chi vende, è una rinuncia a margine, e si misura in profitto perso, non in euro di prezzo. Lo stesso 10% sul cartellino è un decimo per il cliente e spesso un quarto del profitto per il negozio, e le due cose non si confrontano.

Come si calcola lo sconto

La formula è una riga: prezzo finale = prezzo di partenza × (1 − sconto ÷ 100). Il 30% di sconto su 120 € fa 120 × 0,7 = 84 €. Per ricavare la percentuale da due prezzi si fa il contrario: differenza diviso prezzo di partenza, per cento. Da 120 € a 84 € sono 36 ÷ 120 = 30%.

I tre numeri sono legati, quindi due qualsiasi danno il terzo. È il motivo per cui questo calcolo si risolve in tutte e tre le direzioni invece che solo in avanti.

prezzo finale = prezzo di partenza × (1 − sconto ÷ 100)Il 30% su 120 € fa 120 × 0,7 = 84 €. Al contrario: 36 ÷ 120 × 100 = 30%.
  • Quanto pago? prezzo di partenza e percentuale. 120 € con il 30% di sconto fanno 84 €, con 36 € risparmiati.
  • Che percentuale è? prezzo di partenza e prezzo finale. Da 120 € a 84 € è il 30% di sconto: è il numero con cui si confronta un’offerta con un’altra.
  • Quanto costava prima? percentuale e prezzo finale. 84 € dopo il 30% di sconto erano 120 €. È quello che vale la pena verificare quando un negozio mostra solo il prezzo nuovo e la promessa.
  • Quanto fanno due sconti? aggiungi una seconda percentuale e la pagina mostra sia il prezzo finale sia lo sconto combinato reale, che è sempre minore della somma dei due.

Differenza tra sconto, ribasso, margine e prezzo di listino

  • Prezzo di listino il prezzo prima di qualsiasi sconto. È il numero su cui si misura un’offerta e, nell’Unione Europea, deve essere stato praticato davvero per un periodo prima di poter essere usato come riferimento.
  • Ribasso e ricarico il ribasso è un taglio sul prezzo di vendita, il ricarico è quello che si aggiunge al costo per arrivarci. Un ricarico del 50% è solo un margine del 33%.
  • Margine il profitto come quota del prezzo di vendita. È il numero che uno sconto mangia direttamente.
  • Prezzo netto quello che paghi davvero dopo tutto. Vale la pena controllare se comprende l’IVA, che è un calcolo a parte.
  • Sconto effettivo la percentuale unica equivalente a una catena di sconti. L’unica che abbia senso confrontare fra negozi.

Due sconti si sommano?

Uno sconto del 20% seguito da un ulteriore 10% non è il 30%. Il primo toglie 20 € da 100 € e ne lascia 80; il secondo prende il 10% di 80, cioè 8 € e non 10. Paghi 72 € e lo sconto reale è il 28%. Il divario cresce con i numeri: 50% e poi 50% fanno il 75% di sconto, non il 100%, ed è il modo più chiaro per vedere che i due non si possono semplicemente sommare.

È anche da qui che «un ulteriore 20% sui prezzi già scontati» prende la sua forza come cartello. Sembra che debba sommarsi allo sconto dei saldi e non succede mai, quindi il numero che il cliente si porta in testa è sempre più grande di quello che ottiene. Farli passare di qui richiede dieci secondi e dà la cifra con cui confrontare un concorrente che ne dichiara una sola.

Lo stesso conto nell’altro verso è il modo in cui un rincaro si nasconde. Un taglio del 20% seguito da un aumento del 25% riporta esattamente al punto di partenza, perché l’aumento si applica alla base più piccola. Qualsiasi affermazione del tipo «ribassato e poi ripristinato» merita i numeri veri.

Quanto costa uno sconto a chi vende: sconto e margine

Per chi vende invece che comprare, il numero che conta non è lo sconto ma quello che fa al margine, e il rapporto è brutale. Su un prodotto con il 40% di margine, uno sconto del 10% non costa un decimo del profitto: ne costa un quarto, perché lo sconto esce tutto dal margine e non dal costo.

La regola da portarsi dietro: sconto ÷ margine è la quota di profitto che hai regalato. Dieci punti su un margine di quaranta sono un quarto andato; venti punti sono la metà. E per guadagnare lo stesso profitto totale devi vendere proporzionalmente di più, che è il calcolo che quasi tutte le conversazioni del tipo «facciamo uno sconto» saltano.

Quando il calcolo dello sconto sembra sbagliato

  • «Compila due dei tre campi» ne è compilato uno solo. Due dei tre definiscono il terzo; uno non definisce niente.
  • «Svuota un campo» sono compilati tutti e tre e non resta nulla da ricavare. Svuota quello che vuoi far calcolare.
  • Lo sconto esce negativo il prezzo finale è più alto di quello di partenza. È un aumento, e la pagina lo riporta come sconto negativo invece di far finta di niente.
  • Uno sconto oltre il 100% viene rifiutato al 100% l’articolo è gratis; oltre, sarebbe il negozio a pagare te. Se intendevi un aumento, scambia i due prezzi.
  • Il prezzo di partenza è più alto di quanto pensavi è la divisione che lavora. Togliere il 20% e riaggiungere il 20% non sono la stessa operazione, e il prezzo di partenza è sempre più alto di finale più percentuale.

Domande frequenti

Come si calcola il prezzo dopo lo sconto?

Si moltiplica per 1 meno lo sconto in decimale. 120 € con il 30% di sconto fanno 120 × 0,7 = 84 €.

Come si trova il prezzo prima dello sconto?

Si divide il prezzo pagato per 1 meno lo sconto. 80 € dopo il 20% erano 80 ÷ 0,8 = 100 €, non 96 €.

Il 20% e poi il 10% fanno il 30% di sconto?

No, fanno il 28%. Il secondo sconto si applica a quello che resta dopo il primo, quindi gli sconti in fila valgono sempre meno della loro somma.

Che percentuale di sconto è questo prezzo?

Sottrai il prezzo nuovo dal vecchio, dividi per il vecchio e moltiplica per 100. Da 120 € a 84 € fa 36 ÷ 120 = 30% di sconto.

Quanto profitto mi costa uno sconto?

Grosso modo sconto ÷ margine. Uno sconto del 10% su un margine del 40% regala un quarto del profitto, perché esce tutto dal margine.