Calcolo stipendio netto
Metti la RAL e scopri quanto ti resta ogni mese, oppure parti dal netto che ti serve e scopri la RAL che lo paga.
Cosa aspettarsi Fra 1.902,87 e 1.973,77 al mese, a seconda di dove vivi: l’addizionale regionale va dall’1,23% al 3,33% e la comunale da zero allo 0,8%. Tutto il resto resta come l’hai impostato.
È una stima. L’IRPEF 2026 (23% / 33% / 43%) e l’aliquota contributiva dell’apprendistato sono già dentro, ma detrazione, addizionali regionale e comunale e quello che dice il tuo contratto non sono un numero unico di legge: prendili dalla busta paga per una risposta vera.
Come si passa dal lordo al netto?
Si tolgono prima i contributi dalla RAL (il 9,19% nel privato), poi sull'imponibile che resta si applica l'IRPEF a scaglioni, si sottrae la detrazione e si aggiungono le addizionali. Quello che resta, diviso per le mensilità, è il netto che arriva ogni mese.
Come funziona
Prima si tolgono i contributi dalla retribuzione lorda: il 9,19% a carico del dipendente nel settore privato. Quello che resta è l’imponibile fiscale, non la RAL.
Sull’imponibile si applica l’IRPEF a scaglioni, nel 2026 il 23% fino a 28.000 €, il 33% da 28.001 a 50.000 €, il 43% oltre, poi si sottrae la detrazione e si aggiungono le addizionali regionale e comunale.
Il verso inverso non ha una formula chiusa, perché detrazioni e addizionali dipendono dall’imponibile che stai cercando. Viene risolto per bisezione in quaranta passaggi, che arrivano ben dentro il centesimo.
Che cos'è lo stipendio netto, e la differenza con la RAL
Lo stipendio netto è quello che arriva in banca: la retribuzione lorda meno i contributi previdenziali, meno l'IRPEF, meno le addizionali regionale e comunale. Tutto il resto sono parole per lo stesso denaro in momenti diversi del percorso, ed è lì che nasce quasi ogni malinteso in un colloquio.
La RAL, retribuzione annua lorda, è il totale annuo prima di qualunque trattenuta: è il numero che si scrive nei contratti e nelle offerte di lavoro, e non è mai quello che incassi. Il lordo mensile è la RAL divisa per le mensilità, dodici, tredici o quattordici. Il netto è ciò che resta dopo la catena delle trattenute. Su una RAL di 35.000 € con i valori di partenza di questa pagina, i contributi sono 3.216,50 €, l'imponibile fiscale 31.783,50 €, l'IRPEF netta 5.733,56 € e le addizionali 645,21 €: restano 25.404,74 € l'anno, cioè 1.954,21 € al mese su tredici mensilità, con il 27,4% trattenuto in tutto.
Da sapere, e quasi sempre taciuto: la RAL non è neanche quanto costi all'azienda. Sopra il tuo lordo c'è la contribuzione a carico del datore, e sotto c'è il TFR che matura. Sono tre numeri diversi, e chi negozia confondendoli negozia alla cieca.
Come si calcola il netto dal lordo
La trattenuta non è un’unica aliquota ma una catena, e l’ordine conta. Dalla RAL si tolgono prima i contributi previdenziali; solo ciò che resta è imponibile IRPEF. Chi calcola l’IRPEF sulla RAL paga un’imposta su soldi che non ha mai ricevuto e si ritrova un netto più basso del vero di qualche centinaio di euro l’anno.
Poi l’IRPEF è progressiva a scaglioni, non a fascia unica: con 40.000 € di imponibile non si paga il 33% su tutto, ma il 23% sui primi 28.000 e il 33% solo sui 12.000 successivi. Ed è il motivo per cui un aumento non viene mai «mangiato dalle tasse»: l’aliquota più alta tocca solo la parte eccedente, mai l’intero stipendio.
netto = RAL − contributi − IRPEF − addizionali (+ trattamento integrativo)L’ordine conta: l’IRPEF si calcola su RAL meno contributi, mai sulla RAL.Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026
La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha portato il secondo scaglione dal 35% al 33%, lasciando invariati il primo e il terzo. Il beneficio massimo è di circa 440 € l’anno: due punti sull’intero secondo scaglione da 22.000 €, che si raggiungono solo con un imponibile pari o superiore a 50.000 €.
- 23% sulla parte di imponibile fino a 28.000 €.
- 33% sulla parte tra 28.001 e 50.000 €.
- 43% sulla parte oltre 50.000 €.
Quanto cambia il netto a seconda di dove vivi
A parità di RAL, due persone con lo stesso contratto portano a casa cifre diverse se vivono in regioni e comuni diversi. Le addizionali sono l'unica voce della busta paga che dipende dall'indirizzo invece che dallo stipendio, ed è anche quella che quasi nessuno conosce a memoria: per questo, accanto al risultato, lo strumento mostra l'intervallo entro cui il netto può muoversi.
Non è un margine di sicurezza inventato: è esattamente la forbice che la legge consente. L'addizionale regionale deve stare fra l'1,23% e il 3,33% dell'imponibile. La comunale va da zero, perché molti comuni non la applicano affatto, allo 0,8%, il tetto fissato dall'articolo 1, comma 3 del decreto legislativo 360/1998; qualche comune in dissesto finanziario sta sopra per deroga.
In pratica sono 2,9 punti di imponibile fra il caso migliore e il peggiore. Su una RAL di 35.000 € significa circa 920 € l'anno, cioè una settantina di euro al mese su tredici mensilità: abbastanza da spostare il confronto fra due offerte in due città diverse, e più di quanto molti si aspettino.
- L'intervallo mostrato tiene fermo tutto quello che hai impostato tu, RAL, contributi, detrazione e mensilità, e muove solo le due addizionali da un estremo di legge all'altro.
- Il numero grande resta il tuo, calcolato con le aliquote che hai scritto nei campi. L'intervallo è il contesto, non il risultato.
- Sotto la no tax area l'intervallo sparisce: se la detrazione azzera l'IRPEF non c'è imposta netta a cui le addizionali possano agganciarsi, e quindi non sono dovute.
- Le soglie di esenzione molti comuni e qualche regione esentano i redditi sotto una certa soglia. Lo strumento non le conosce, quindi il netto reale può stare anche sopra l'estremo alto dell'intervallo.
Da netto a lordo: quale RAL serve per un certo netto
Il verso più utile è quello inverso. Sai quanto ti serve in tasca ogni mese e vuoi sapere quale RAL chiedere. Il conto non si può invertire algebricamente, perché detrazioni e addizionali dipendono proprio dall’imponibile che stai cercando: qui si risolve cercando la RAL che produce esattamente quel netto.
Un avvertimento che vale più del numero: la RAL non è quanto costi all’azienda. Sopra la tua lordo c’è la contribuzione a carico del datore, intorno al 24-32% a seconda del settore, più TFR e accantonamenti. Una RAL di 35.000 € costa all’azienda intorno ai 48-50.000 €. Saperlo cambia il modo in cui si negozia.
Come cambia il netto con l'apprendistato
Tre cose spostano il netto più di qualunque altra voce del cedolino, e il calcolatore le chiede tutte e tre.
L’apprendistato è l’unica delle tre che sia pura legge. In apprendistato i contributi a carico del lavoratore sono il 5,84% dell’imponibile invece del 9,19%, per tutto il periodo formativo e per l’anno civile successivo. Su un lordo di 24.000 € sono circa 800 € di trattenute in meno, ma il netto sale di meno, perché contributi più bassi lasciano un imponibile fiscale più alto su cui l’IRPEF lavora.
- La regione scegli la tua e il campo parte dall’1,23%, il minimo che ogni regione applica. Le regioni decidono l’aliquota ogni anno e possono arrivare al 3,33%, diverse con scaglioni propri: la cifra esatta è sulla tua busta paga, alla voce «addizionale regionale».
- L’apprendistato porta i contributi al 5,84% di legge. Vale per il contratto di apprendistato, non per il periodo di prova di un contratto ordinario.
- Il trattamento integrativo l’ex bonus Renzi: 1.200 € l’anno pieni fino a 15.000 € di reddito, nulla oltre 28.000 €. Si aggiunge al netto, non riduce l’imposta.
- Gli altri bonus non tassati buoni pasto entro la soglia di esenzione, rimborsi spese, credito welfare. Metti il totale annuo e viene sommato al netto così com’è, perché qui non è imponibile.
Quando spetta il trattamento integrativo
Fra 15.000 e 28.000 € di reddito il trattamento spetta solo per la parte di detrazioni che supera l’imposta lorda: è la capienza, e dipende da carichi familiari, altri redditi e mesi lavorati, dati che un calcolatore non ha. Dentro quella fascia questo strumento lascia l’importo a zero e lo dice, invece di inventare una cifra che per la maggior parte di chi legge sarebbe sbagliata.
La stessa onestà vale per l’addizionale regionale. Le tabelle pubblicate per la stessa regione e lo stesso anno si contraddicono fra loro, quindi il selettore della regione ti dice cosa cercare e l’aliquota resta un campo tuo. Un calcolatore che spedisce un’aliquota vecchia restituisce un netto sbagliato di qualche centinaio di euro l’anno, senza nulla sullo schermo che ti avverta.
Come incidono tredicesima e quattordicesima sul netto
Scegli 12, 13 o 14 mensilità e il netto annuo non si muove di un centesimo: cambia solo quanto vale ogni mensilità. È la voce più fraintesa di una busta paga italiana: la tredicesima è la stessa retribuzione annua tagliata in tredici fette, non un premio aggiunto a dodici.
Il risultato mostra quanto vale una fetta, così puoi confrontarla con quello che arriva davvero a dicembre. La differenza fra le due è quasi sempre la parte d’anno non lavorata: la tredicesima matura per dodicesimi, quindi chi è stato assunto in aprile ne prende nove dodicesimi. La quattordicesima, dove il contratto collettivo la prevede, funziona allo stesso modo e di solito arriva in giugno.
Che cosa un calcolo del netto non può sapere
Non conosce il tuo contratto. Premi di risultato a tassazione agevolata, fringe benefit, buoni pasto, welfare aziendale, auto, bonus una tantum: ognuno di questi ha regole proprie e sposta il netto in modi che una formula generica non vede.
Non conosce nemmeno la tua situazione familiare. Coniuge e figli a carico, altri redditi, un secondo lavoro, il conguaglio di fine anno: tutte cose che cambiano il risultato, alcune parecchio. Tratta il numero come una stima per orientarti, confrontare due offerte, capire se un aumento vale, non come la cifra che vedrai sul conto.
Per il numero vero ci sono la busta paga e il commercialista. Per capire l’ordine di grandezza in trenta secondi, questo basta.
Domande frequenti
Come si calcola il netto dal lordo?
Togli i contributi dalla RAL (9,19% nel privato), applica l’IRPEF a scaglioni su quello che resta, sottrai la detrazione e aggiungi le addizionali regionale e comunale. Il risultato è il netto annuo.
Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?
23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 € e 43% oltre. Il secondo è sceso dal 35% al 33% con la Legge di Bilancio 2026.
Un aumento di stipendio può farmi guadagnare meno?
No. L’IRPEF è progressiva a scaglioni: l’aliquota più alta si applica solo alla parte eccedente la soglia, mai a tutto lo stipendio. Superare i 28.000 € non fa perdere soldi.
La tredicesima è denaro in più?
No. È la stessa retribuzione annua divisa in tredici parti invece che in dodici. Le mensilità cambiano l’importo mensile, non il totale annuo.
Quanti contributi paga un apprendista?
Il 5,84% dell’imponibile invece del 9,19%, per tutto il periodo formativo e per l’anno civile successivo. Attiva l’interruttore e a parità di lordo il netto sale.
Perché mi chiede in quale regione sono?
Perché l’addizionale regionale la decide ogni regione, fra un minimo dell’1,23% e un massimo del 3,33%, e le tabelle in circolazione non concordano. Il selettore ti dice cosa cercare; l’aliquota la prendi dalla busta paga.
Quanto costo davvero alla mia azienda?
Più della RAL. Sopra il tuo lordo ci sono i contributi a carico del datore, circa il 24-32% secondo il settore, più TFR: una RAL di 35.000 € costa intorno ai 48-50.000 €.
Il risultato è esatto?
No, è una stima. Aliquote e scaglioni sono quelli di legge, ma detrazioni, addizionali locali, premi, benefit e carichi familiari cambiano il risultato. Per il numero vero servono la busta paga e il commercialista.
I miei dati vengono salvati?
No. Il calcolo avviene nel tuo browser e non viene inviato nulla. Lo strumento funziona anche senza rete.