Calcolo TFR
Metti lo stipendio e gli anni, e vedi la liquidazione che ci è cresciuta dietro.
Cosa aspettarsi Almeno 21.922,58, qualunque cosa facciano i prezzi: l’art. 2120 rivaluta il fondo dell’1,5% in misura fissa, dovuto anche in un anno a inflazione zero. 23.205,25 se l’inflazione viaggia al 2% che hai ipotizzato. Sopra non c’è un tetto, quindi l’estremo alto è la tua ipotesi e non una previsione.
| Anno | Quota | Rivalutazione | Imposta 17% | Fondo |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 2.072,22 | 0,00 | 0,00 | 2.072,22 |
| 2 | 2.072,22 | 62,17 | 10,57 | 4.196,04 |
| 3 | 2.072,22 | 125,88 | 21,40 | 6.372,75 |
| 4 | 2.072,22 | 191,18 | 32,50 | 8.603,65 |
| 5 | 2.072,22 | 258,11 | 43,88 | 10.890,10 |
| 6 | 2.072,22 | 326,70 | 55,54 | 13.233,49 |
| 7 | 2.072,22 | 397,00 | 67,49 | 15.635,23 |
| 8 | 2.072,22 | 469,06 | 79,74 | 18.096,76 |
| 9 | 2.072,22 | 542,90 | 92,29 | 20.619,60 |
| 10 | 2.072,22 | 618,59 | 105,16 | 23.205,25 |
Quello che incasserai sarà meno: il capitale viene tassato alla liquidazione con la tassazione separata, all’aliquota media dei cinque anni precedenti, che nessun calcolatore può conoscere. La rivalutazione qui sopra è già al netto del suo 17%.
Che cos'è il trattamento di fine rapporto?
Il TFR è retribuzione differita: ogni anno viene accantonata una quota pari alla retribuzione divisa per 13,5, meno lo 0,50% di contributo, cioè il 6,91%. Il fondo accantonato si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione ISTAT e viene pagato alla fine del rapporto, comunque finisca.
Come funziona
Ogni anno si aggiunge la retribuzione annua divisa per 13,5, cioè circa il 7,41%. Poi lo 0,50% della retribuzione torna indietro come contributo al Fondo di garanzia, quindi la maturazione vera è il 6,91%.
Il 31 dicembre il fondo già accantonato viene rivalutato dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI dell'anno. Quella rivalutazione, e solo quella, è tassata alla fonte al 17%.
La quota che matura nell'anno in corso non si rivaluta: non è stata nel fondo per un anno, quindi non c'è ancora niente da rivalutare.
Che cos'è il trattamento di fine rapporto (TFR)
Il TFR, trattamento di fine rapporto, è retribuzione differita. Ogni mese una fetta del tuo stipendio viene accantonata invece di esserti pagata, e l'intero accumulo viene consegnato quando il rapporto finisce, per qualunque motivo: dimissioni, licenziamento, pensione, scadenza di un contratto a termine. Non è un premio e non dipende da come te ne vai.
L'articolo 2120 del codice civile fissa l'aritmetica. La quota di un anno è la retribuzione di quell'anno divisa per 13,5. Il divisore sembra arbitrario finché non si capisce a cosa serve: su tredici mensilità produce quasi esattamente una mensilità, ed è da lì che viene il modo di dire «una mensilità all'anno». Poi l'articolo 3 della legge 297/1982 si riprende lo 0,50% della stessa retribuzione come contributo al Fondo di garanzia, quello che ti paga la liquidazione se il datore non può.
- La quota lorda retribuzione annua ÷ 13,5, cioè il 7,407%.
- Il contributo lo 0,50% della retribuzione annua, sottratto da quella quota.
- Quello che resta il 6,907% della retribuzione ogni anno. Su 30.000 € sono 2.072 €, non i 2.222 € che suggerirebbe il solo divisore.
Quanto TFR si matura in un anno
Una quota annua di TFR è la retribuzione lorda di quell'anno divisa per 13,5, meno lo 0,50% di contributo al Fondo di garanzia dell'INPS. Il risultato è il 6,91% del lordo, non il 7,41% che si ottiene dividendo e basta: è una differenza piccola su un anno e vale mezza mensilità su dieci.
Su 30.000 € di lordo sono 30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 €, meno 150 € di contributo, quindi 2.072,22 € maturati in quell'anno. Il divisore 13,5 è il motivo per cui si dice che il TFR vale «una mensilità l'anno»: su tredici mensilità, un tredicesimo di retribuzione annua è circa quello che resta.
La base di calcolo è tutta la retribuzione, salvo che il contratto collettivo non escluda qualche voce, e comprende la tredicesima. Gli anni parziali si contano per dodicesimi, e una frazione di mese da almeno quindici giorni conta come mese intero.
quota annua = lordo ÷ 13,5 − 0,50% del lordo (cioè il 6,91% del lordo)Su 30.000 € di lordo: 2.222,22 − 150 = 2.072,22 € maturati nell'anno.- Versato la somma delle quote annue. È la parte prodotta dal tuo stipendio, e cresce in linea retta.
- Rivalutazione netta quello che il fondo ha guadagnato su sé stesso, già al netto della sua imposta. Piccola al secondo anno, consistente al ventesimo, perché ogni anno si calcola su un saldo più grande.
- Alla fine i due sommati: il fondo al 31 dicembre dell'ultimo anno, prima della tassazione alla liquidazione.
- L'inflazione l'unico dato che nessuno può conoscere. Metti quella che ti aspetti: il pavimento garantito dall'1,5% viene calcolato comunque, ed è il primo numero dell'intervallo sotto il risultato.
Come si rivaluta il TFR
Quello che è già maturato non sta fermo. Alla fine di ogni anno tutto lo stock viene rivalutato dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI nel corso dell'anno. In un anno con il 4% di inflazione fa il 4,5%; in un anno a inflazione zero fa comunque l'1,5%, che è più di quanto paghi quasi ogni conto corrente.
Si rivaluta solo lo stock. La quota che matura durante l'anno in corso no: in media è stata nel fondo qualche mese, non dodici, e il codice non la proporziona. È per questo che un calcolatore che rivaluta tutto il saldo compresa la quota dell'anno gonfia sensibilmente dieci anni di TFR, ed è per questo che la tabella in questa pagina tiene la rivalutazione in una colonna sua.
La rivalutazione è tassata alla fonte al 17%, come imposta sostitutiva. La legge 190/2014 l'ha portata lì dall'11%, cosa che vale la pena sapere se stai leggendo guide più vecchie. Il numero che vedi qui è già al netto di quell'imposta.
Quanto rende il TFR come minimo garantito
Sotto il totale c'è un intervallo, e i suoi due estremi non sono la stessa cosa: uno è legge, l'altro è la tua ipotesi. Vale la pena sapere quale è quale.
L'estremo basso è il minimo garantito. L'articolo 2120 rivaluta il fondo dell'1,5% in misura fissa più il 75% dell'aumento ISTAT: il secondo pezzo può anche essere zero, il primo no. Anche in un anno a inflazione nulla il TFR cresce dell'1,5%, e su dieci anni di accantonamento questo da solo vale più di mille euro su una RAL di 30.000. È il pavimento sotto cui il fondo non può scendere, qualunque cosa facciano i prezzi.
L'estremo alto è semplicemente il conto fatto con l'inflazione che hai scritto tu nel campo. Non è una previsione, e sopra non c'è alcun tetto: l'inflazione non ha un massimo di legge come ce l'hanno le addizionali regionali. Se metti il 4% l'estremo alto sale, e se i prezzi corrono più di così il fondo cresce ancora di più. Per questo l'intervallo è asimmetrico: il basso è una garanzia, l'alto è uno scenario.
- A inflazione zero l'intervallo sparisce, perché i due estremi coincidono: stai già guardando il minimo di legge.
- Più anni, più forbice la rivalutazione è composta, quindi la distanza fra i due estremi cresce molto più che proporzionalmente con gli anni di servizio.
- Quello che non si muove le quote versate sono le stesse in entrambi gli scenari. L'inflazione tocca solo la rivalutazione dello stock, mai la quota annua, che dipende solo dalla retribuzione.
- Resta fuori la tassazione separata alla liquidazione, che abbassa entrambi gli estremi di una quota che nessun calcolatore può conoscere.
Come viene tassato il TFR alla liquidazione
Il capitale non viene tassato mentre matura. Viene tassato quando viene pagato, con la tassazione separata, e l'aliquota è quella media IRPEF dei tuoi cinque anni precedenti, non quella di oggi. L'Agenzia delle entrate poi riliquida l'imposta e può correggerla in entrambe le direzioni.
Non è un dettaglio che un calcolatore possa riempire: servono cinque anni di tue dichiarazioni, e la risposta cambia se hai avuto un anno a reddito basso, un periodo di disoccupazione o un incasso straordinario. Tratta il numero di questa pagina come il fondo, non come il bonifico. Per la maggior parte delle persone l'imposta alla liquidazione si porta via qualcosa come un quinto o un quarto, ma dare una cifra sola sarebbe inventarla.
Altre due cose spostano il numero vero e stanno fuori da questo strumento: le anticipazioni e il fondo pensione. Puoi chiedere fino al 70% del TFR maturato, una volta sola, dopo otto anni, per motivi precisi come l'acquisto della prima casa o spese sanitarie. E se hai destinato il TFR a un fondo pensione complementare, le quote hanno smesso di accumularsi presso il datore e stanno crescendo altrove, con regole e tassazione molto diverse.
Differenza tra TFR in azienda e TFR nel fondo pensione
Ogni lavoratore fa questa scelta una volta, entro sei mesi dall'assunzione, e il silenzio è una scelta: senza una destinazione esplicita il TFR va al fondo pensione complementare per silenzio-assenso, come prevede il decreto legislativo 252/2005.
Lasciato in azienda, il TFR è quello che calcola questa pagina: l'1,5% garantito più tre quarti dell'inflazione, tassato al 17% sulla crescita, con il capitale tassato alla liquidazione all'aliquota media dei cinque anni. Il rendimento è modesto, il pavimento è reale, e dopo otto anni i soldi sono richiedibili come anticipo.
Portato a un fondo pensione, le stesse quote comprano quote di un fondo il cui rendimento è quello che il fondo riesce a fare, senza pavimento e senza tetto, tassato al 20% sulla crescita e al 15% che scende al 9% alla liquidazione a seconda di quanti anni ci sei rimasto. Le aziende con almeno cinquanta dipendenti lo versano al Fondo di tesoreria INPS invece di tenerlo, cosa che cambia chi ti paga alla fine ma non l'aritmetica.
Domande frequenti
Quanto TFR si matura in un anno?
Il 6,91% della retribuzione annua lorda. Il codice civile dice retribuzione diviso 13,5, cioè il 7,41%, e poi lo 0,50% se ne va come contributo al Fondo di garanzia.
Quanto TFR ho maturato?
Prendi la retribuzione lorda di ogni anno, dividila per 13,5 e togli lo 0,50% di contributo al Fondo di garanzia: resta circa il 6,91% del lordo per ogni anno lavorato. A quello si somma la rivalutazione, l'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, che però vale solo sul maturato degli anni precedenti e non sulla quota dell'anno in corso.
Se mi dimetto perdo il TFR?
No. Il TFR è retribuzione differita ed è dovuto comunque finisca il rapporto, dimissioni e licenziamento per giusta causa compresi. Si può discutere sui tempi del pagamento, non sul diritto.
Come si rivaluta il TFR?
Dell'1,5% all'anno più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI, applicato a quello che è già maturato e non alla quota dell'anno in corso. La rivalutazione è tassata al 17% alla fonte.
Posso chiedere un anticipo del TFR?
Fino al 70% di quanto maturato, una volta sola, dopo otto anni con lo stesso datore, per un elenco preciso di motivi fra cui l'acquisto della prima casa e le spese sanitarie.
Perché quello che mi hanno liquidato è meno di questo?
Perché il capitale viene tassato alla liquidazione con la tassazione separata, all'aliquota media dei cinque anni precedenti. Questa pagina mostra il fondo, non quello che arriva sul conto.
Conviene lasciarlo in azienda o metterlo nel fondo pensione?
Dipende dall'orizzonte. In azienda hai un pavimento garantito dell'1,5% e i soldi anticipabili dopo otto anni; nel fondo hai il rendimento del mercato, nessuna garanzia e una tassazione finale molto più bassa, fra il 15% e il 9%.